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Regressione suicida


dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro

Anno: 2016
Pagine: 206
Caratteristiche: brossura
Dimensioni: 14.5 cm. X 21 cm.


ISBN: 9788862721370
Prezzo: 15,90 €
Prezzo di vendita: 15,90 €
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Descrizione

Può il terrore essere fonte salvifica contro le università? E può la sinéité, assenza o nulla intraducibile, far riprendere quota all’uomo che ha perso tutte le speranze?

Questo libro, chiude la tetralogia della nuova tesi filosofica del nichilismo cognitivo, di cui Salvatore Massimo Fazio è fondatore. Una totale sconfitta ricavata dalla perdita di qualsivoglia valore. Una resa che nel paradosso faziano punta ad umiliare i guitti, che nel teatro della politica sociale sono riusciti ad ingannare qualunque padre di famiglia, facendosi garantire il voto di fedeltà per poi, ottenuti i propri successi, si sono rivoltati come disconoscitori della società.

Partendo dalla sinéité in Cioran e procedendo col terrore in Sgalambro, nelle pagine di questo libro, si effettua una seduta chirurgica, volta a sezionare la stupidità dell’uomo per ricompattarla, trasformandola in un’unica azione possibile: regredire nel concetto di suicidio.

Si intenda bene, un suicidio che è una retroazione sino ad arrivare al momento della venuta al mondo, ripartendo con l’esperienza del ricordo, rammemorazione, per poi agire senza più altre riflessioni e scandalose umiliazioni subite: puntare alla coscienza, risvegliarla e spedire al diavolo chi osa governarci e insultarci.

Ecco. Un omaggio, quello più alto, con il quale Fazio - partendo dal lirista Cioran e dall’empio (credente, per poter esserlo) Sgalambro - senza alcuna tensione e non anarchicamente, rigetta il mondo: il luogo migliore per inetti peggiori.

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