Recensioni

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Recensione 1-5 di 85
  1. M

    “Tra pelle e cielo” è un’opera rara, capace di abitare la soglia dove il dolore umano incontra la speranza spirituale. Lucia De Matteis scrive con una prosa vibrante e tattile, che non fugge dalla “pelle” – intesa come fragilità, carne e cicatrice – ma la attraversa per arrivare al “cielo”. Non è solo un libro di riflessioni, ma un vero e proprio itinerario dell’anima che trasforma la vulnerabilità in una forma di resistenza luminosa. L’autrice guida il lettore a riscoprire la sacralità del quotidiano, dimostrando che non serve evadere dalla realtà per toccare l’assoluto: basta imparare a guardare attraverso le crepe del vissuto.

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  2. FN

    Miglior libro mai letto, allo stesso livello di NEDDA

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  3. AM

    opera prima dell’autore, ottima ricostruzione degli interni della nave, nelle ultime pagine la risoluzione di un caso di omicidi di anni prima. Sconcerta la scelta di avere così poche scialuppe per più di 3000 persone imbarcate, ma i soldi hanno sempre contato tanto. leggerò di sicuro il secondo romanzo

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  4. M

    Ottimo testo se si vuole comprendere la complessità e ricchezza dei numerosissimi riti pasquali in Sicilia, la nostra Isola di Pasqua!

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  5. L

    Lettrice ultrasessantenne , vissuta negli anni di piombo, ho individuato nel libro la storia del giudice Giovanni D’Urso, direttore dell’Ufficio detenuti Ministero della Giustizia, sequestrato dalle Br e poi rilasciato. Giudice dimenticato, così come ha più volte denunciato l’autore e suo collega Sebastiano Ardita che in questo libro gli dedica lo spazio di fondo (senza mai farne nome) e che fa da cornice ad una storia d’amore, groviglio di emozioni contrapposte di due giovani del tempo.
    Il filo conduttore della storia è quell’espressione “…e tu saresti capace di fare del male ad una persona innocente per realizzare i tuoi obiettivi di giustizia sociale?” Il dilemma che da sempre attanaglia chi ha voglia di una società equa e giusta, ma ha il dacro dovere di rispettare il metodo democratico per indirizzare le istituzioni e poterla realizzare. Il finale solleva il lettore, nel trionfo del bene, qualora il giudice tornato libero abbia veramente riconosciuto fra il pubblico la protagonista.
    Lettura che rievoca l’impegno politico e ideologico della gioventù consapevole di un tempo che potrà riconoscersi, nel bene e nel male. Lettura consigliata alla gioventù odierna con la prospettiva di comprendere meglio cosa scegliere trovandosi al bivio.

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