Nunzia Ruvio, è originaria di Gela dove nel periodo 1967/68 ,frequenta la scuola secondaria, anni in cui si inizia ad avvertire la ventata di contestazioni che si traducono, nel suo caso, in piccole rna significative ribellioni nei confronti dell’istituzione scolastica. Scrive per il giornale della sua scuola e in un articolo già vengono fuori, anche se ancora in modo piuttosto confuso ,le sue idee;nel caso specifico, manifesta il suo disappunto per le disuguaglianze istituzionali uomo-donna. L’articolo riguarda il diritto di famiglia e il punto che più la disturba è quello che recita «… la moglie deve seguire il marito…». L’articolo viene osteggiato e volutamente ignorato ma lei ci ha visto giusto, tanto che per fortuna, in seguito quella formula sarà modificata. Alla fine del 1966 si reca negli Stati Uniti, precisamente nel New Jersey dove frequenta per un po’ la Kennedy High School ma sperimenta anche l’attività lavorativa. Gli Stati Uniti vedono in quel periodo il verificarsi di fatti eccezionali quali il primo sbarco sulla luna, avvenuto il 20 luglio 1969, gli oceanici raduni giovanili rock, ma soprattutto la guerra in Vietnam, iniziata nel 64, che le danno una visione ampia e ravvicinata di avvenimenti di portata mondiale. E la guerra in Vietnam Nunzia la vive proprio da vicino,anche se indirettamente, perché un giovane amico americano, costretto a partire per la guerra torna dopo quasi un anno mutilato di un arto. I racconti dolorosi di questo quasi-ragazzo la convincono ancora di più dell’inutilità della guerra come mezzo di risoluzione del conflitti politici e territoriali. Negli Stati Uniti ammira il pragmatismo, la capacità organizzativa in tutti i settori della vita, il senso di accoglienza per gli stranieri. Non ne condivide l’arroganza di una parte del suo potere politico che pretende di imporli come potenza mondiale egemone, l’industrializzazione esasperata, né la devastazione di una natura bellissima e maestosa. Agli inizi del 1971 decide di tornare in Italia e l’esperienza americana è fondamentale per il radicarsi di alcune sue convinzioni e per la sua formazione. Ne farà tesoro. Si iscrive all’università di Catania in lingue straniere e, tra le altre cose, aderisce idealmente al movimento femminista che ha preso piede anche in Italia. Per lei esso non rappresenta una ideologia politica né tanto meno promiscuità sessuale, piuttosto un ideale di giustizia, di emancipazione,di uguaglianza. Si laurea nel 1979 e fa la prima esperienza lavorativa in Sardegna. Tornata a Gela insegna al Liceo Scientifico, alla Scuola Media Verga e in seguito alla Scuola Media Quasimodo. Nel 1992 si trasferisce a Piazza Armerina e insegna alla Scuola Media Roncalli. Quasi per divertimento segue un corso di scrittura creativa, che la porta a misurarsi con se stessa nella stesura di questa sua opera prima GIOVINEZZA LETALE.

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