Cos’è per te la felicità? Intervista a Eleonora E. Spezzano

Eleonora E. Spezzano, quattordici anni, vive a Reggio Calabria e frequenta il Liceo Classico “T. Campanella”. Sin da piccola ha nutrito una grande passione per la poesia e nella scrittura riversa tutti i suoi pensieri. Con il tempo è cresciuto, insieme a lei, anche il suo amore per i libri, che è iniziato con la bellissima saga de Le Cronache di Narnia, che ha letto in quattro o cinque giorni, passando dalle grigie case di Londra, insieme allo sfortunato Oliver Twist, alla villa di Miss Peregrine dove ha conosciuto “i ragazzi speciali”. Frequenta il quinto anno di pianoforte al conservatorio “Francesco Cilea”.

Hans Mayer e la bambina ebrea è il suo romanzo d’esordio.

Chi è Eleonora E. Spezzano?

Sono una ragazza semplice con la passione per la scrittura. Sono nata e cresciuta a Reggio Calabria, amo leggere, disegnare e mi piace molto la musica. Sono un po’ romantica e testarda, specialmente se si tratta di questioni etiche. Lotto per le mie idee e non mangio carne perché non mi piace chi uccide gli animali.

Cosa ti ha spinta a scrivere Hans Mayer e la bambina ebrea? E quando hai capito che andava proposto alla casa editrice?

Mi sono sempre posta molte domande riguardo all’Olocausto, fin da quando ero molto piccola. Ancora oggi non riesco a comprendere i motivi di una tale strage, ed è per questo che l’argomento mi ha sempre affascinata. Un pomeriggio di ottobre ho iniziato a scrivere una storia, solo per gioco. L’ho letto a un’amica e lei è rimasta senza parole, così ho deciso di continuare. Non avrei mai pensato che alla fine ne sarebbe venuto fuori un romanzo. Una volta finito è stata mia madre a rendersi conto che andava pubblicato, e insieme abbiamo iniziato la ricerca di una casa editrice.

È un caso straordinario il tuo: quattordici anni e hai scritto un libro che tratta temi di certo non usuali per una ragazzina della tua età. Hai mai pensato che fosse un progetto più grande di te?

Spesso l’ho pensato. Per me si trattava dell’impresa più grande di tutta la mia vita. Ci sono stati certamente dei momenti difficili, e persone che non pensavano che avrei portato a termine il mio progetto. Ma è stato proprio scrivere che mi ha aiutata a sentirmi più forte e a credere di potercela fare.

Chi o cosa ti ha ispirata per la stesura di questo romanzo?

Mi ha ispirata la sofferenza delle persone che hanno subito l’orrore dell’Olocausto. Ho ascoltato molte testimonianze sia da parte di vittime delle persecuzioni razziali sia da parte di coloro che hanno visto la distruzione della guerra, e ciò che avevano in comune era una grande paura, l’incertezza che in quegli anni aveva riempito le loro vite. Volevo raccontare la guerra e la distruzione che porta.

Per la stesura del tuo romanzo hai deciso di adottare una tecnica stilistica innovativa e delicata. Hai scelto di scrivere non secondo il punto vista femminile ma quello maschile, e soprattutto di un ufficiale tedesco. Come mai questa scelta? E quanto, questo, è stato difficile per te?

Quando ho scelto di scrivere dal punto di vista di un uomo che occupa un ruolo simile sapevo che non

sarebbe stato facile. Inizialmente volevo rappresentare Hans nel modo più simile possibile a un ufficiale tedesco: freddo, patriottico ed egoista. Alla fine invece ho scelto una strada totalmente diversa, descrivendolo con più sensibilità che durezza, e rendendolo più coerente alla storia che ha alle spalle piuttosto che al suo ruolo.

Avrai avuto sicuramente un grande appoggio e sostegno da parte della tua famiglia. Quanto questo ti ha aiutata?

La mia famiglia e i miei amici mi hanno sostenuta molto, specialmente mia madre, che ha sempre creduto nel mio progetto, e la mia migliore amica, che è stata fra i primi a scoprire il mio talento. Non credo che ce l’avrei fatta senza il loro sostegno.

C’è un messaggio che vuoi mandare attraverso il tuo romanzo?

Quello che fin dall’inizio volevo comunicare attraverso questo libro è il ricordo. Non dobbiamo dimenticare dell’orrore generato dalla Seconda guerra mondiale, ma dobbiamo imparare dal nostro passato per non ripetere gli stessi errori. Tutte gli esseri umani che hanno perso la vita per colpa della guerra non possono essere morti invano. Le loro vite spezzate devono essere un esempio per tutti noi, così da evitare un’altra guerra distruttiva. Anche oggi, purtroppo, avvengono spesso episodi di violenza e sopraffazione che ricordano il periodo in cui il nazismo iniziò a diffondersi. Spero che il mio romanzo possa aiutare soprattutto i ragazzi della mia età a conoscere quella parte di storia da un nuovo punto di vista e a non dimenticare quanta distruzione l’odio e la discriminazione portino con sé.

Descrivici in tre parole il tuo romanzo

Semplice, nostalgico, romantico.

Quando ci hai parlato di te hai detto che sin da piccola ti sei approcciata alla poesia. Qual è la tua poesia preferita in assoluto? Pensi di poter scrivere un libro di poesie un giorno? 

La mia poesia preferita è X agosto di Giovanni pascoli. Mi piacciono anche le poesie di Pablo Neruda e di Giosuè Carducci, specialmente Pianto Antico. Non so se un giorno scriverò un libro di poesie. Per ora preferisco la prosa, ma la poesia mi ha sempre affascinata.

Cos’è per te la felicità?

Fare ciò che si ama, questa è la felicità per me. Sapere cosa si vuole, lottare per ottenerlo, essere disposti a sacrificare qualsiasi cosa, e infine riuscirci. Seguire sempre i propri sogni.

Come stai vivendo l’attesa per l’uscita del tuo romanzo? E soprattutto, cosa ti aspetti da questa tua prima pubblicazione?

Sono molto felice di aver raggiunto questo obiettivo. La scrittura di questo romanzo è stata una meravigliosa sfida per me che mi ha cambiato la vita, e adesso che il percorso di pubblicazione sta per concludersi sono emozionata e ovviamente impaziente di sapere quale sarà l’opinione di chi lo leggerà. L’idea di essere riuscita a pubblicare un libro è ancora incredibile per me, e ciò che spero è che Hans Mayer e la bambina ebrea sia una finestra sull’epoca oscura in cui è ambientato e che leggendolo tutti possano riflettere sugli errori commessi in passato da coloro che ci hanno preceduto.

Quali sono i tuoi progetti futuri? E, domanda banale quanto preziosa soprattutto nel tuo caso: cosa vuoi fare da grande? Continuerai a scrivere o c’è un altro sogno nel cassetto?

Il mio sogno è fare la scrittrice, anche se non è un mestiere semplice e di certo non potrò vivere solo di questo. Ma mi sono ripromessa di mettere quello che amo al primo posto, e so di poter affrontare qualunque ostacolo pur di raggiungere il mio obiettivo.

One thought on “Cos’è per te la felicità? Intervista a Eleonora E. Spezzano

  1. Domenica Cilione

    Comprerò sicuramente il libro con piacere e orgoglio perchè è la dimostrazione che nonostante tutto il negativo che questa città esprime , anche a Reggio si possono trovare giovani colti, sensibili, capaci, come Eleonora, in grado di dare attraverso la scrittura di un libro, una speranza di vita e di risveglio civile e culturale a questa città.

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