Giancarlo Guerreri ci racconta “La maledizione di Dante”

Nel settecentesimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri esce La maledizione di Dante, libro scritto da Giancarlo Guerreri, che scardina la figura del sommo poeta. Un viaggio dentro la storia e la letteratura, sempre borderline tra fantasia e realtà e la trama poliziesca è degna dei migliori best seller. Il libro conquisterà il lettore sin dalle prime pagine, omicidi e storie d’amore, tutte legate tra loro, una rocambolesca corsa tra passato e presente che culminerà in un finale inaspettato.

Biologo, scrittore, attore, leggendo la sua biografia si evince subito che è una persona eclettica, lei come si racconterebbe a chi non la conosce?

Raccontare se stessi è sicuramente la cosa più difficile, nonostante questa premessa tenterò di farlo. Ho 67 anni, sposato, e da oltre 50 anni mi occupo di studi ermetici e metafisici. Quindi coltivo una vecchia passione culturale che ho sempre cercato di far convivere con la formazione universitaria di stampo scientifico. Una apparente contraddizione? Non credo!  Ritengo che la ricerca della cosiddetta Verità non debba essere limitata da recinti ideologici, ma debba confrontarsi con tutti gli aspetti di quella che Dante chiama “la Canoscenza”.

Ho praticato per molti anni l’attività di subacqueo, raggiungendo un importante risultato con l’immersione in apnea. Adoro la buona cucina, la pittura e la musica classica. Ho lavorato come fotografo naturalista pubblicando un libro di immagini sulla Fauna dell’Isola di Bergeggi, nel Mediterraneo.

Possiedo anche una rara e curiosa collezione di Echinodermi, stelle e ricci di mare provenienti da tutti i Mari. Inoltre ho collaborato, da ragazzo, alla costruzione dell’Acquario-Rettilario del Giardino Zoologico di Torino, la mia prima esperienza da studente in Biologia.

Ha effettuato studi e scritto libri sul sommo poeta. L’immagine di Dante che ci viene data tra i banchi di scuola è reale o falsata?

Dante, su Sua precisa ammissione, ha scritto le Sue opere, in particolare la Commedia, utilizzando quattro livelli di lettura. I primi tre, letterale, allegorico e morale, vengono insegnati nelle scuole. Il quarto livello, quello anagogico o esoterico, lo si deve trovare tra le righe delle Sue Opere, o sotto lo velame delli versi strani… come consiglia lo stesso Dante.

Il Livello esoterico è sicuramente il più interessante, e forse il più intrigante: difficilissimo da scoprire offre delle vere perle di saggezza che cambiano il volto di tutta l’Opera, inserendo concetti e interpretazioni diversamente canoniche ma raramente accettate dalla critica.

Quindi, per rispondere alla Sua domanda, l’immagine che noi riceviamo sui banchi di scuola non è un’immagine errata, ci mancherebbe, ma è un’immagine parziale perché viene a mancare l’aspetto anagogico che meriterebbe un particolare approfondimento.

Che aspetto del poeta ci farà scoprire tra le sue pagine?

Tra le pagine del romanzo emerge un Dante intento a nascondere cinque nuovi Canti di una Commedia dal colore eretico. Si tratta di oltre 740 versi in terzine di endecasillabi incatenati che raccontano concetti e dottrine di carattere esoterico. Dante faceva parte di una Confraternita segretissima, i “Fedeli d’Amore”, un gruppo di poeti stilnovisti nominati da Dante stesso, per sette volte, ne “La Vita Nova”.

Il Poeta, nel thriller, si trova in esilio e si incontra con personaggi realmente esistiti in luoghi frequentati durante i suoi pellegrinaggi attraverso l’Italia e non solo. Emerge un senso di frustrazione e di malcelata disperazione, il Poeta è solo, lontano dalla famiglia rimasta a Firenze, e necessita dell’appoggio e dell’accoglienza di ricchi esponenti della Nobiltà: i suoi benefattori.

Lei racconta nel libro di 5 canti di Dante rimasti nascosti perché eretici e pericolosi. Questo fatto, che sta alla base della trama del libro, è solo frutto della sua fantasia o, secondo i suoi studi, può esserci una connessione con la realtà e “i Canti misteriosi”, in qualche modo, sono realmente esistiti?

I Canti misteriosi non sono esistiti nella realtà, ma potrebbero essere esistiti nella volontà del Poeta. Si tratta di terzine composte dal sottoscritto, immaginando, con una buona dose di temerarietà, che tipo di canti eretici avrebbero potuto nascere dalla Sua penna. Spero mi si possa perdonare tale grave imprudenza. Devo aggiungere che ho deliberatamente inserito, all’interno delle mie terzine, alcuni versi originali di Dante, tratti da alcuni Canti dell’Inferno…

Da dove nasce la sua passione per l’esoterico?

La mia passione per la dimensione esoterica nacque nell’adolescenza e si sovrappose alla passione per quella naturalistica dell’universo. Non ho mai trovato delle incongruenze tra i due aspetti, quindi nessun conflitto o altre forme di contraddizione. Ho sempre immaginato che entrambe le discipline si occupassero di Piani differenti ma consustanziali, in altre parole due livelli che possano interagire, integrandosi armonicamente.

La Fisica non spiega tutto neppure oggi e molte intuizioni filosofiche o astronomiche esposte da Giordano Bruno, trovano, dopo più di 4 secoli, delle straordinarie conferme.

Sono certo che in futuro non avrà più senso creare delle capziose distinzioni tra Esoterico ed Essoterico, per distinguere ciò che non appartiene all’indagine scientifica da ciò che invece vi appartiene. Probabilmente si definirà un nuovo termine, come Euterismo che li comprenda entrambi.

Che affinità c’è tra Dante e l’occulto?

Dante apparteneva alla Confraternita dei Fedeli d’Amore, un Gruppo iniziatico di ispirazione templare. Trattavano la filosofia platonica e le varie discipline gnostiche, parlavano di Alchimia, di Simbolismo e costituivano una vera e propria Fratellanza basata sullo studio delle antiche Tradizioni.

Dante è sicuramente il personaggio medievale più colto, brillante e preparato della Sua epoca. Aveva studiato con il Suo Maestro Brunetto Latini, avendo a disposizione una fornitissima biblioteca. Era in contatto con i Dotti islamici, ebrei e di moltissime differenti culture. Conosceva il fenomeno astronomico della Precessione degli Equinozi, studiato da Ipparco da Nicea e la costellazione della Croce del Sud, posta allo Zenit del Polo Sud, l’equivalente opposto della nostra Stella Polare.

I suoi pensieri relativi alle dottrine ermetiche rischiavano costantemente di mandarlo al rogo, con il placet del Tribunale dell’Inquisizione. Pertanto aveva elaborato con i Suoi Fratelli, i Fedeli d’Amore, un linguaggio criptico e segreto, difficilissimo da interpretare.

Sappiamo che ha anche partecipato come attore nel docu-film del regista Louis Nero “Il Mistero di Dante”, cosa si ricorda di quell’esperienza su un set cinematografico?

Si è trattata di una bellissima esperienza, ho avuto il piacere e l’onore di lavorare con il regista Louis Nero e con l’attore Murray Abraham, il famoso “Salieri” di Amadeus e l’altrettanto noto “Bernardo Gui” de Il nome della rosa.

Il set cinematografico possiede un fascino impagabile, e ha costituito un’esperienza di notevole interesse che porterò nel cuore.

I suoi scritti sono versatili, lei ha pubblicato testi per teatro, saggi, thriller e in quest’ultimo libro ha anche scritto egregiamente in terzine dantesche. Che pensiero intrinseco racchiude, per lei, la scrittura?

La scrittura è una passione nata con l’età matura, quando le esperienze concrete e dirette non sono più sufficienti. O si vive o si scrive, diceva Carlo un mio carissimo amico. Scrivere significa ascoltarsi e riportare sulla tastiera dei pensieri o delle idee ignote anche a noi stessi.

In realtà ogni romanzo, poesia o commedia può nascere da un’ntuizione molto generica che può diventare necessità. Dove siano le trame dei romanzi o delle commedie che non abbiamo ancora scritto, o da dove provengano i versi di certe terzine, non lo possiamo dire con certezza.

Alcuni pensano di essere dei canali in grado di ricevere delle idee, altri credono che tutto nasca dalla mente inconscia, altri ancora sono convinti che si tratti sempre di pura e algida razionalità. A ognuno il diritto di scegliere la risposta che lo convinca di più.

Sappiamo che lei è massone, quanto questo ha arricchito la sua conoscenza del pensiero umano?

La Massoneria è una splendida palestra di vita, offre l’opportunità di ragionare e di confrontare le proprie idee senza l’accettazione di dogmi preconfezionati. La Massoneria crede in una Entità superiore, sconosciuta e non definibile che chiamiamo “Grande Architetto dell’Universo”. I massoni non possono essere atei, ma sono liberi di credere in una qualunque forma di religione o di Essenza superiore, di propria scelta.

La Massoneria pone al centro dei suoi studi l’Uomo e la Natura. Considera l’Iniziazione un passaggio necessario per ottenere quel cambiamento interiore che permetta all’Uomo di avvicinarsi alla propria Dimensione spirituale.

Un’ ultima curiosità, ho letto che lei ha tenuto in mano un Oscar, la mitica statuetta. Può raccontarci questo episodio?

L’attore Murray Abraham aveva con se la mitica statuetta d’oro, vinta con il film Amadeus, recitando la parte di Salieri. Durante le riprese del Film “Il Mistero di Dante”, in una pausa, ho avuto modo di reggerla tra le mani, provando una straordinaria emozione…

Ricordi di questo tipo ti cambiano nel profondo: sono sogni che si realizzano.

E noi viviamo soprattutto di sogni!

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